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Spunti sullo storytelling aziendale, su come fare una brochure aziendale davvero utile, ma soprattutto su come avere una comunicazione efficace dentro e fuori l’ambiente di lavoro.

Anche la seconda giornata del Triathlon delle imprese si è conclusa, ecco un riepilogo di quanto ci ha insegnato il mental coach Marco Rangoni.
Non ti va di leggere? Guarda il video riassunto!

Comunicare in maniera efficace potrà risultare forzato all’inizio ma poi diventerà usuale, come quando impari una lingua straniera. Da sempre comunichiamo, ma un giorno qualcuno ti fa notare che puoi farlo meglio, in modo che renda di più.

Segui questi punti e comincerai e vedere risultati tangibili.

  1. Chiarisci gli obiettivi della tua comunicazione: non parlare tanto per farlo, coprendo mille aree diverse. Focalizzati su un obiettivo e coordina tutti i tuoi sforzi su quello. Pensa per esempio a quando sei di fronte ad un cliente, o ad un superiore, o ad un familiare con cui devi discutere una questione spinosa: concentrati sull’obiettivo primario che ti sei dato per quella conversazione.
  2. Devi conoscere la mappa su cui si muove il tuo interlocutore: prova a pensare, se una persona disegna una mappa usando i suoi punti di riferimento, i suoi simboli, tu puoi orientarti? Difficilmente.Se invece la persona usa i tuoi punti di riferimento (gira a destra dove c’è la scuola di tuo figlio, vai dritto alla rotonda del supermercato) allora tu capirai perfettamente. Lo stesso devi fare nel dialogare in modo efficace: metti a suo agio il tuo interlocutore usando gli schemi che lui conosce (nel punto 5 approfondiamo questo aspetto).
  3. Verbale, para verbale, non verbale: una volta che sei sicuro che quello che dici è interessante (ovvero il verbale l’hai sistemato), impara a modulare il tono e il colore della voce, la frequenza, il ritmo e l’intensità, ossia il para verbale. A questo punto sei pronto per lavorare sul non verbale, ovvero sulla gestualità e le espressioni. Queste devono essere perfettamente congruenti con i due precedenti aspetti -verbale e para verbale- e anzi devono “spingere” di più, in quanto sono gli aspetti che colpiscono più nel segno. Le parole infatti sono sì importanti, ma se gli altri due livelli non sono allineati, le parole perdono immediatamente importanza. In generale le donne collegano di più i due emisferi del cervello e quindi in una donna troverai più facilmente integrati i tre aspetti verbale, para verbale e non verbale.
  4.  Attento alle parole che scegli:
  • “Colpa” e “responsabilità” spesso sono intercambiabili, ma l’effetto che hanno sull’interlocutore è molto diverso;
  • “Devi fare più attenzione però hai fatto un buon lavoro” o viceversa “Hai fatto un buon lavoro però devi fare più attenzione”? (muovere disperazione non ha mai esiti positivi, neanche se vuoi essere un po’ “drastico”);
  • “Ma” e “però” sostituiscili con “Sì, e …” in modo da non rifiutare totalmente l’idea dell’altro ma aggiungervi qualcosa di tuo;
  • Ogni volta che dici o pensi “non posso” prova a sostituirlo con “non voglio” e vedi che effetto ti fa;
  • Parole come “proviamo” o “vediamo” lasciano il dubbio che qualcosa possa non andare: molto meglio “iniziamo”.

Esercitati: nelle tue prossime comunicazioni, sia uno a uno sia uno a molti,  prova a verificare che le tue parole, il tuo tono e i tuoi gesti siano congruenti.
(Se sei al telefono viene meno il para verbale, quindi devi compensare con gli altri due aspetti. Si dice che al telefono si debba sorridere, perché il para verbale cambierà di conseguenza e l’interlocutore lo percepirà.)

Auditivo, visivo, cinestesico

Ogni persona nel comunicare predilige uno dei suoi 5 sensi, e di conseguenza il suo esprimersi cambia di molto. Tutti noi quindi senza accorgercene comunichiamo utilizzando un senso più degli altri, e siamo quindi auditivi, visivi oppure cinestesici (questi ultimi sono le persone che hanno una predisposizione al canale tattile, olfattivo e  gustativo, ovvero prediligono le dinamiche di contatto).

Capire a quale senso si affida il tuo interlocutore ti aiuterà a metterlo a suo agio usando anche tu quel canale. Questi sono spunti di PNL (programmazione neurolinguistica) che, come detto sopra, non devono rendere finto e forzato il tuo modo di comunicare, ma solo renderti flessibile e capace di mettere a suo agio il tuo interlocutore.

 

Come distinguere tra auditivi, visivi e cinestesici:

Ecco alcuni spunti per incominciare a destreggiarti tra questi argomenti e farti un’idea di come distinguere tra auditivi, visivi e cinestesici:

Visivi:

Il visivo parla e respira velocemente, la sua mente visualizza tutti i concetti e “corre” dietro alle immagini che scorrono velocissime nella sua testa; gesticola molto, e inoltre:

il visivo parla e respira velocemente

Cinestesici:

Il cinestesico gesticola poco e tende a riparare il ventre con le mani, parla lentamente come per assaporare il gusto delle parole,  cerca il contatto fisico, se ti stringe la mano lo fa in modo leggero, e inoltre:

il cinestesico gesticola poco e tende a riparare il ventre con le mani

Auditivi:

Gli auditivi possono risultare una via di mezzo, se gesticolano lo fanno in modo armonico come per dare un ritmo al loro discorso, e inoltre:

gli auditivi possono risultare una via di mezzo

Le persone pensano come parlano: capisci il loro modo di parlare e capirai il loro pensiero.

Ultimi 3 spunti:
•    Sai lavarti i denti con la sinistra? Prova, terrai allenata la tua mente al cambiamento, così sarà pronta quando servirà.
•    Se mi neghi qualcosa, amplia la mia mappa. Entrambi questi cartelli mi dicono che non posso andare dritto, ma il secondo mi apre nuove opportunità.

comunicazione efficacie
•    Ora che comunichi perfettamente, non dimenticarti di ascoltare: comunicare in modo efficace vuol dire anche essere curiosi.

Ti interessa tutto ciò?

Facci sapere quali sono i temi che vorresti approfondire in merito alla tua comunicazione efficace dentro e fuori l’azienda, e pubblicheremo del materiale su quel tema.
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